Fetish sapore bianco latte


Immagine fotografica tratta dalla collezione “Milk” realizzata in bianco e nero analogico. © Gabriele Schini

La donna è al centro dei suoi scatti, e con lei la sua bellezza e quella complicità che non è altro che quell’invisibile e magico atteggiamento che si crea tra lei e l’osservatore. «Complicità – dice colui che sta dietro all’obiettivo – che si ottiene impiegando tutti i mezzi di cui il suo corpo è dotato».

 

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Questo fotografo si chiama Gabriele Schini e la fotografia è un viaggio che ha iniziato da adolescente, quando tra corsi vari (dalla camera oscura alle tecniche di ripresa) capisce che è entrato in un mondo speciale e che da lì non ne uscirà più. Classe 1967 e torinese, Gabriele lavora ancora in tradizionale sia su 35 millimetri sia in medio formato utilizzando il B/W Fine Art, ma non trascura la velocissima evoluzione del digitale. «Ho scelto la pellicola ed esclusivamente in bianco e nero perché il mio obiettivo è fare di uno scatto, un’opera unica» dice dietro alla sua macchina fotografica. «Se il committente vuole, quello scatto può rimanere unico e non replicabile all’infinito come nel digitale. Questa è certamente una scelta più impegnativa delle altre e implica una preparazione di base sul messaggio che si vuole trasmettere con quella foto: scegliere la pellicola in bianco e nero significa aver ben chiaro in mente ciò che si vuole ottenere, anche perché un errore è fatale, se si sbaglia è tutto da buttare».

La sua modella è una donna consapevole che l’erotismo non è un corpo nudo, ma semplicemente un atteggiamento complice con l’osservatore. E’ ritratta in momenti fashion, ma può diventare una bellezza dell’arte e del fetish. «Nel fetish, ad esempio – spiega Gabriele Schini -, così come lo interpreto io, c’è la cura maniacale del particolare che deve attrarre l’attenzione incuriosendo chi osserva l’immagine». Così, posizioni BDSM, tacchi da esibire ed esaltazione del corpo nudo e con abiti e lingerie che guardano al fetish, sono nel complesso solo eleganza, celebrazione delle potenzialità di un corpo femminile.

«Tutto – puntualizza questo fotografo -, senza cadere nell’ovvio o peggio nel volgare». Il suo mondo però, non è solo la bellezza del corpo umano. Gabriele Schini esplora quello metropolitano fatto di metallo, cemento, ferro arrugginito, vecchi materiali e storie di una città, Torino, che ha ancora tanto da raccontare e da regalare.

«Sono entrato nelle vecchie fabbriche dismesse della periferia torinese» mi ha raccontato una sera a cena «e talvolta mi capitava anche di trovare clochard che lì ci restavano per proteggersi dal freddo o dal caldo torrido, per dormire o semplicemente per viverci a modo loro. In questi luoghi apparentemente abbandonati e solitari ho trovato, invece, storie e catturato emozioni che nel mio portfolio fotografico non si chiamano solo “Grafismi” ma sono bellissime emozioni, storie uniche che so raccontare solo con la mia macchina fotografica». La sua, che resta una compagna di viaggio, fedele e insostituibile, che chissà dove accompagnerà, ancora, questo eclettico fotografo di Torino. Testo di Liliana Carbone

Link sito: Gabriele Schini

 

 

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Fetish sapore bianco latteultima modifica: 2010-06-25T13:26:05+02:00da bellefotoblog
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