Il Partigiano di Coney Island


Questa foto fa parte di un reportage fatto a Coney Island nel maggio 2010. Durante la mia permanenza lì ho incontrato molte persone, una delle più simpatiche è Billy, un artista di strada. Stava seduto su una panchina suonando il suo trombone, con dietro la ruota panoramica. Mi sono detto, non mi posso perdere una foto così classica e mi sono avvicinato chiedendogli se potevo fargli una foto e abbiamo iniziato a parlare… abbiamo parlato per quasi 2 ore con il sole a picco sulla promenade della sua esperienza alla scuola della Commedia dell’Arte di Reggio Emilia, dei suoi sogni e dei mie sogni, di NY, Roma, New Orleans e Santa Cruz, dove entrambi eravamo stati in periodi differenti.

A un certo punto prende il suo trombone e il suo monociclo e ridendo, sorridendo, pedalando e suonando comincia a girarmi intorno mentre gli faccio le foto. Alla fine, quasi senza fiato si risiede sulla panchina e mi chiede “come faceva quella canzone italiana? Bella Ciao” e inizia a suonarla con il suo trombone in una deserta e assolata Coney Island… in una atmosfera surreale, calma, splendente. © Stefano Corso

 

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Stefano Corso, romano, già da adolescente ha una forte attrazione per la fotografia ed inizia a fare i primi scatti con una Pentax analogica. Durante il periodo universitario, viaggia con una nuova macchina fotografica reflex, in Europa, Asia, Africa, America e sin dall’inizio, i suoi fotoreportage, hanno delle caratteristiche estetiche ben precise e con una propensione per la sintesi. Ha come riferimenti Erwitt, Doisneau e la ricerca estetica si evolve anche attraverso la pittura di Dali’ e Hopper; attraverso l’attenta analisi della cinematografia di Tim Burton e David Lynch e mediante la poetica di Wislawa Szymborska. Lo studio di questi artisti, affina la sensibilità e gli permette di reinterpretare liberamente i loro stili con le proprie visioni fotografiche.

Nelle sue foto, il mondo è come un set cinematografico, cerca di cogliere dal naturale evolversi dei fatti reali del quotidiano una rappresentazione, un mondo intrinsecamente surreale, dove i movimenti, le posture delle persone non sono altro che la trasposizione degli stati d’animo dei soggetti. Semplici visioni, come se fossero dei filtri onirici della realtà. Un ritratto, un paesaggio o un’architettura, pur essendo rappresentati con la ineccepibile tecnica tradizionale, avranno sempre in comune quella luce, quell’impercettibile passaggio visionario  della sua fotografia. Nel 2005 inizia a pubblicare le sue foto su Internet con lo pseudonimo di Pensiero. Il profilo di Stefano Corso su Facebook.

Link sito: Stefano Corso

 

 

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Il Partigiano di Coney Islandultima modifica: 2010-07-09T12:15:00+02:00da bellefotoblog
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