Sri Lanka la lacrima dell’India


Sri Lanka… la lacrima dell’India meglio conosciuta come  l’Ceylon, capitale mondiale del The, una  raccoglitrice sotto un cielo carico di pioggia. © Fabio Liverani

Ceylon, fu il nome con cui gli inglesi ribattezzarono l’isola all’epoca delle colonie. Distrussero intere foreste vergini per ricavare ettari ed ettari di terra da destinare alla coltivazione del prezioso tè. La loro eredità, oggi è rappresentata da un parco Land Rover d’epoca ancora circolanti e da 6.100 ettari circa coltivati a Tè.

Da una camelia originaria della Cina, si ottiene l’infuso, che è forse la bevanda più bevuta al mondo e che, all’epoca delle colonie, rappresentava un risorsa economica enorme. Tuttora il tè prodotto nell’isola viene commercializzato come “tè di Ceylon”, il migliore e più pregiato al mondo. La qualità è dovuta alla composizione della terra che si trova nella montagna di Nuwara Elya, dove ci sono le piantagioni, al particolare clima fresco e umido e alla lavorazione che avviene ancora come all’epoca degli inglesi. Nessun fermento chimico, nessuna elaborazione moderna, solo la pianta, il calore prodotto da una caldaia a legna ed i suoi tempi naturali per essiccare e fermentare. Poi le foglie delicate vengono tagliate ed inviate in sacchi capienti in tutte le parti del mondo. La raccolta avviene una volta a settimana da ciascuna pianta ed è un lavoro esclusivamente femminile. Le donne del posto sono tutte impiegate nella raccolta del tè e sono, per lo più, di etnia Tamil. Con i loro vestiti coloratissimi, i sacchi sulle spalle, cominciano la mattina presto, col sole o con la pioggia e raccolgono almeno 20 chilogrammi di foglie. Devono essere raccolte sono le prime quattro foglie tenere di ogni germoglio, le altre, quelle più grandi non sono buone, rendono il tè amaro. Quando le donne raccolgono più di 20 chili, vengono pagate extra per lo “straordinario”. Ogni donna riceve 5 chilogrammi di tè al mese, può così soddisfare il fabbisogno della sua famiglia, ma anche rivenderlo, quando avanza.  Gli uomini lavorano la terra e potano le piante e non hanno tutti questi benefit. Ogni pianta produce per cinquant’anni, poi dovrà essere sostituita. Le piantagioni più importanti impacchettano il loro tè e ne preparano diverse varietà: il tè verde, il tè dai fiori, il tè leggero adatto ad essere consumato nero, quello più forte da bere col latte, i tè aromatizzati alla cannella, alla vaniglia e ad altre spezie che crescono nella stessa zona.

Photofarm in collaborazione con Manfrotto dal uno al tredici maggio propongono questo itinerario, con in più la possibilità di fotografare le balene, la proposta è visibile nel dettaglio sul sito di Photofarm.


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Fabio Liverani, nato a Faenza nel 1971 si dedica alla fotografia dal 1989. Specializzato in fotografia naturalistica e geografica unisce le competenze naturalistico-scientifiche a quelle fotografiche. Frequenta con la medesima passione tutti gli ambienti, da quelli d’alta quota a quelli subacquei… ricerca con la stessa caparbietà sia fiori e piante che mammiferi, anfibi e ogni altra sorta di animale da bestiario. Membro della scuola di fotografia Photofarm collabora con le principali riviste di settore naturalistico italiane: Oasis, Geo, National Geographic Italia, Piemonte Parchi, Parchi e Riserve. Ha curato le immagini di alcuni libri a tema naturalistico, fra cui per Calderini Edagricole: “L’invisibile popolo del fango, gli anfibi italiani”; per sesto Continente: “Viaggio nella valle del Lamone”; per Olympia “Il mare la vita”.

Ha redatto testi per riviste fotografiche ed ha ideato e curato racconti per ragazzi a tema naturalistico per il periodico Tony e Clint. Si cimenta inoltre in fotografie di architettura: ha realizzato un libro fotografico sui restauri della Scala di Milano per il Gruppo Ivas, realizza anche immagini per cataloghi di artisti e comunicazione aziendale in collaborazione con l’art director Roberto Ossani. È rappresentato dall’agenzia inglese Natural Picture Library. Dal 2009 è il primo membro italiano dell’associazione internazionale I.e.p.a.

Link sito personale: Fabio Liverani

 

 

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Sri Lanka la lacrima dell’Indiaultima modifica: 2010-11-22T12:38:53+01:00da bellefotoblog
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